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Fondo garanzia PMI: la circolare MCC sulle novità della Manovra

marzo 14, 2022

Fondo garanzia PMI: la circolare MCC sulle novità della Manovra

 

Recepita la proroga fino al 30 giugno 2022 della disciplina speciale del Fondo di garanzia, con il progressivo phasing out dalle misure emergenziali. Un rientro alla normalità che però, secondo l’ABI, dovrebbe essere rimandato alla luce del perdurare della crisi Covid e degli ultimi dati sulle moratorie ancora attive, con i prestiti sospesi delle imprese che valgono circa 36 miliardi.

Sostegni bis: proroga per moratoria prestiti e Fondo garanzia Covid

 

Con la circolare n. 11 del 12 gennaio 2022 MedioCredito Centrale ha recepito quanto stabilito dalla legge di Bilancio 2022 in materia di Fondo di garanzia PMI:

  • la proroga al 30 giugno 2022 delle misure straordinarie previste dall’articolo 13, comma 1 del dl Liquidità;
  • la riduzione della garanzia dal 90% all’80%, a decorrere dal 1° gennaio di quest’anno, per i piccoli prestiti fino a 30 mila euro;
  • il ripristino del pagamento di una commissione per l’accesso Fondo, dal 1° aprile 2022;
  • la proroga della garanzia in favore degli enti non commerciali, compresi enti del terzo settore ed enti religiosi civilmente riconosciuti, sempre fino al 30 giugno.

Il pacchetto per la liquidità della manovra 2022 (legge n. 234-2021) prevede inoltre la conferma per altri sei mesi della Garanzia SACE e lo stanziamento di nuove risorse per la Garanzia Green, oltre alla proroga dell’operatività straordinaria del fondo Gasparrini, cioè il Fondo di solidarietà per la sospensione dei mutui relativi all’acquisto della prima casa, fino al 31 dicembre 2022.

Nessuna proroga, invece, per la moratoria Covid, cioè la possibilità di congelare linee di credito in conto corrente, finanziamenti per anticipi su titoli di credito, scadenze di prestiti a breve e rate di prestiti e canoni in scadenza. Una scelta messa in discussione da più parti, da Confindustria all’ABI, per i timori circa l’effettiva capacità delle imprese di riprendere i pagamenti.

ABI: prorogare finanziamenti garantiti e moratoria Covid

“Il quadro in base al quale erano state rimodulate le misure di sostegno alle imprese nella legge di bilancio” – hanno segnalato a inizio gennaio il presidente dell’Associazione bancaria italiana, Antonio Patuelli, e il direttore generale dell’ABI, Giovanni Sabatini, in una lettera al premier Mario Draghi e al Governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco – è fortemente mutato: la ripresa violenta della pandemia, i forti aumenti dei prezzi dell’energia e il perdurare della crisi delle catene degli approvvigionamenti di materie prime e componenti elettronici avranno un deciso impatto sulle attività economiche anche quest’anno. Il pacchetto di misure di sostegno alle imprese del decreto Liquidità, che il Governo ha “modificato in una logica di progressivo rientro verso condizioni di normalità che ancora non sussistono”, dovrebbe quindi essere confermato, secondo l’ABI, tempestivamente e nella sua interezza.

Gli ultimi dati sulle moratorie ancora attive, diffusi il 13 gennaio dalla task force sulla liquidità, confermano la lettura dell’Associazione bancaria italiana: i prestiti sospesi alle imprese alla data del 31 dicembre valgono 36 miliardi, di cui 33 miliardi relativi alle PMI.

In questo contesto, ha spiegato Sabatini in un’intervista a Il Sole 24 Ore, il decalage delle misure non è più coerente con il quadro generale. Per sostenere le imprese – ha spiegato – i finanziamenti garantiti dovrebbero essere prorogati alle condizioni del dl Liquidità e anche la moratoria Covid dovrebbe essere riattivata.

In più, secondo l’ABI, il Governo dovrebbe negoziare con le istituzioni UE per ottenere il ripristino delle flessibilità inizialmente consentite dall’Autorità bancaria europea “in materia di trattamento dei crediti soggetti a misure di “concessione”, come le moratorie, e modificare la soglia oltre la quale misure di concessione comportano la riclassificazione dell’intera posizione del debitore nella categoria crediti deteriorati”.

Come cambia il Fondo di garanzia PMI nella manovra 2022

Per fare fronte alle esigenze immediate di liquidità delle imprese e dei professionisti alle prese con le conseguenze economiche della pandemia, il decreto legge Cura Italia e il dl Liquidità, poi modificato dal Sostegni bis, hanno potenziato il Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese, semplificando le procedure di accesso, aumentando le coperture della garanzia e allargando la platea dei beneficiari a soggetti prima esclusi. In particolare, per i finanziamenti fino a 30mila euro, sono stati ammessi anche persone fisiche esercenti attività di impresa, arti o professioni, soggetti che esercitano alcune delle attività ausiliarie dei servizi finanziari e delle attività assicurative, ed Enti non commerciali, compresi gli Enti del terzo settore e gli Enti religiosi civilmente riconosciuti.

Tra le principali misure straordinarie, in vigore fino al 31 dicembre 2021, vi sono la copertura della garanzia al 90% per i finanziamenti fino a 30mila euro e la copertura al 80% della garanzia diretta e al 100% della controgaranzia (sul 90% della copertura del confidi) per gli altri finanziamenti, fino all’importo di 5 milioni di euro per singolo beneficiario. Inoltre, la disciplina speciale stabilisce che in tutti i casi la garanzia viene deliberata senza valutazione del merito di credito e gratuitamente, con approvazione automatica per le operazioni fino a 30mila euro.

Per approfondire: Come il coronavirus cambia il Fondo di garanzia per le PMI

Rispetto a questo quadro, la prima novità rilevante è che la legge di bilancio 2022 proroga l’operatività straordinaria del Fondo di garanzia dal 31 dicembre 2021 al 30 giugno 2022 e stanzia a favore dello strumento ulteriori risorse pari a 520 milioni di euro per il 2024, 1,7 miliardi di euro per il 2025, 650 milioni di euro per il 2026 e 130 milioni di euro per il 2027. Anche l’operatività della riserva di 100 milioni a valere sulle risorse del Fondo per l’erogazione della garanzia sui finanziamenti fino a 30 mila euro a favore degli enti non commerciali è prorogata dal 31 dicembre 2021 al 30 giugno 2022.

Le novità in ottica di phasing out dalla disciplina straordinaria sono:

  • la riduzione della garanzia dal 90% all’80%, a decorrere dal 1° gennaio 2022, per i piccoli prestiti fino a 30 mila euro,
  • il venire meno della gratuità della garanzia che, dal 1° aprile 2022, viene concessa previo pagamento di una commissione una tantum da versare al Fondo.

La manovra interviene anche sulle modalità di funzionamento del Fondo di garanzia terminata la proroga al 30 giugno 2022: alle richieste di ammissione alla garanzia presentate a far data dal 1° luglio 2022 non si applicherà infatti la disciplina speciale disposta dal decreto Liquidità.

Nel periodo intercorrente tra il 1° luglio 2022 e il 31 dicembre 2022, le modalità operative ordinarie del Fondo sono solo parzialmente ripristinate: la garanzia, fino all’importo massimo garantito per singola impresa di 5 milioni di euro, sarà concessa mediante applicazione del modello di valutazione previsto dalle condizioni di ammissibilità e disposizioni di carattere generale per l’amministrazione del Fondo di garanzia, fatta salva l’ammissibilità alla garanzia del Fondo dei soggetti rientranti nella fascia 5 del medesimo modello di valutazione. Le operazioni finanziarie concesse, per esigenze diverse dal sostegno alla realizzazione di investimenti, in favore dei soggetti beneficiari rientranti nelle fasce 1 e 2 di tale modello, saranno garantite dal Fondo nella misura massima del 60% dell’importo. In relazione alla riassicurazione, la misura massima del 60% è riferita alla copertura del Fondo di garanzia rispetto all’importo dell’operazione finanziaria sottostante; restano comunque ferme le maggiori coperture previste in relazione a particolari tipologie di soggetti beneficiari dal decreto ministeriale del 6 marzo 2017.

Un’ulteriore novità consiste nel fatto che il Fondo opererà entro il limite massimo di impegni assumibili fissati annualmente dalla legge di bilancio, ma anche sulla base di un piano annuale di attività, che definirà previsionalmente la tipologia e l’ammontare preventivato degli importi oggetto dei finanziamenti da garantire, suddiviso per aree geografiche, macro-settori e dimensione delle imprese beneficiarie, con le relative stime di perdita attesa. Inoltre, l’operatività del Fondo si baserà su un sistema dei limiti di rischio che definirà, in linea con le migliori pratiche del settore bancario e assicurativo, la propensione al rischio del portafoglio delle garanzie. Il Consiglio di gestione del Fondo dovrà deliberare il piano annuale di attività e il sistema dei limiti di rischio, che poi dovranno essere approvati con delibera CIPESS, entro il 30 settembre di ciascun anno, su proposta del Ministro dello Sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell’Economia e delle finanze.

Per l’anno 2022, in mancanza del piano, il limite cumulato massimo di assunzione degli impegni che il Fondo è fissato dalla manovra in 210 miliardi, di cui 160 miliardi riferibili allo stock di garanzie in essere al 31 dicembre 2021 e 50 miliardi quale limite massimo degli impegni assumibili per le garanzie da concedere nel corso dell’esercizio finanziario 2022.

Consulta la circolare MCC n. 1-2022

Garanzia SACE e Garanzia Green

Con la manovra è stata prorogata dal 31 dicembre 2021 al 30 giugno 2022 anche Garanzia Italia, l’intervento straordinario in garanzia di SACE a supporto della liquidità delle imprese colpite dalle misure di contenimento dell’epidemia da COVID-19. E al al 30 giugno 2022 è prorogato anche il termine entro il quale Cassa Depositi e Prestiti può assumere esposizioni, garantite dallo Stato, derivanti da garanzie rilasciate dalla stessa CDP su portafogli di finanziamenti concessi da banche e altri soggetti abilitati all’esercizio del credito alle imprese che abbiano sofferto di una riduzione del fatturato a seguito dell’emergenza.

La manovra modifica infine le modalità di determinazione delle risorse del Fondo per il Green New Deal italiano destinate alla Garanzia Green: le garanzie concesse da SACE per la realizzazione di progetti sostenibili, in particolare per la transizione verso un’economia pulita e circolare e verso una mobilità sostenibile e intelligente, saranno individuate dalla legge di bilancio. Per il 2022 le risorse messe a disposizione ammontano a 565 milioni di euro, per cui l’impegno massimo assumibile da SACE, che in base al Semplificazioni poteva concedere garanzie entro il limite di 2,5 miliardi, sale a 3 miliardi di euro.