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Industria 4.0, come sarà il nuovo credito d’imposta per investimenti in beni strumentali: ecco il testo dell’emendamento

novembre 22, 2019

La scorsa settimana in occasione del tavolo Transizione 4.0 il Ministero dello Sviluppo Economico ha presentato alle imprese la sua proposta di profonda revisione degli incentivi per il piano Industria 4.0 – Impresa 4.0, che prevede tra le altre cose la fine dell’era di super e iperammortamento in favore di un nuovo credito d’imposta per investimenti in beni strumentali. Non c’era però ancora una proposta di testo legislativo di riferimento per la nuova disciplina.
Questa indicazione testuale, fondamentale per conoscere i dettagli dei nuovi incentivi, è arrivata ora al Senato grazie a un emendamento firmato dai senatori Patty L’Abbate, Agostino Santillo e Gianmauro Dell’Olio, tutti del Movimento 5 Stelle, la formazione politica a cui appartiene il Ministro dello Sviluppo Economico Stefano Patuanelli e che spinge per questa modifica del Piano Impresa 4.0. In calce a questo articolo vi riportiamo integralmente il testo dell’emendamento.

Come funziona il credito d’imposta per investimenti in beni strumentali
Come dicevamo l’emendamento prevede l’introduzione, al posto di super e iperammortamento, di un nuovo Credito d’imposta per investimenti in beni strumentali utilizzabile in compensazione in 5 anni.

Il Ministero ha accompagnato la nuova proposta con l’intenzione di rendere il piano di incentivi triennale. Poiché però non ci sono le risorse, il testo dell’emendamento parte con l’enunciazione dell’intenzione di “razionalizzare e stabilizzare il quadro normativo”, ma poi dispone il rinnovo solo per un anno (comma 1).
Il cambio di paradigma, secondo il Ministero, permetterebbe l’aumento della platea dei potenziali beneficiari del 40% e una velocizzazione dei tempi di fruizione rispetto al sistema attuale che è legato alla durata dell’ammortamento dei beni strumentali. Il comma 2 infatti sancisce che possono accedere al credito d’imposta “tutte le imprese residenti nel territorio dello Stato, ivi incluse, le stabili organizzazioni di soggetti non residenti, indipendentemente dalla forma giuridica, dal settore economico di appartenenza, dalla dimensione e dal regime fiscale di determinazione del reddito”.
Il credito d’imposta per investimenti in beni strumentali è differenziato a seconda della tipologia di investimenti, che corrispondono agli attuali superammortamento, iperammortamento e maxiammortamento per i software.

Il superammortamento verrebbe sostituito (comma 4) da un credito d’imposta del 6% per l’acquisto di beni strumentali fino a un massimo di due milioni di euro. La misura è leggermente meno vantaggiosa rispetto al superammortamento attuale che vale il 7,2% dell’investimento e ha un limite di utilizzo di 2,5 milioni. Si applica anche agli esercenti arti e professioni (comma 9).

Il credito d’imposta per l’acquisizione dei beni 4.0 – che sostituirebbe l’iperammortamento – avrebbe invece due distinti scaglioni (comma 5):

  • il 40% per gli investimenti fino a 2,5 milioni di euro
  • il 20% per i beni di valore compreso tra 2,5 e 10 milioni.

Rispetto all’iperammortamento attuale viene annullato il beneficio per gli investimenti che superano i 10 milioni di euro (oggi si arriva fino a 20 milioni). Le due aliquote sono inoltre leggermente inferiori al valore dell’incentivo attuale: il credito d’imposta al 40% sostituirebbe l’iperammortamento al 270% che vale il 40,8% dell’investimento, mentre l’aliquota al 20% per gli investimenti tra 2,5 e 10 milioni corrisponde all’attuale iperammortamento al 200% che offre a un vantaggio del 24% sul costo del bene.

Restano in piedi gli stessi paletti che ci sono già per l’iperammortamento, cioè la perdita del beneficio in caso di cessione del bene o di delocalizzazione (comma 8).

Il credito d’imposta per gli investimenti in beni immateriali – software, anche se acquisiti con abbonamenti a piattaforme in cloud comuting, è invece del 15% (comma 6). Anche in questo caso viene introdotto un limite per gli investimenti agevolati, il cui massimo è pari a 500.000 euro. Attualmente questi investimenti sono coperti da un maxi ammortamento al 140% che vale il 9,6% del costo di acquisizione. Da una parte quindi si introduce un limite di spesa, dall’altra si aumenta il beneficio. La fruizione di questo incentivo diventa inoltre indipendente rispetto all’acquisizione di un bene materiale, che oggi è un prerequisito indispensabile.

La burocrazia: perizie dai 150 mila euro in su
Il Credito d’imposta per investimenti in beni strumentali è utilizzabile in compensazione, per il pagamento dei soli debiti di natura tributaria, in 5 anni (comma 7). L’effettiva fruizione del credito d’imposta è comunque subordinata, in ciascun periodo d’imposta, al previo invio di apposita comunicazione all’Agenzia delle entrate e al successivo ricevimento, in esito a tale comunicazione, dell’autorizzazione all’utilizzo.
Cambia anche il sistema delle perizie. Attualmente per l’iperammortamento su investimenti fino a 500 mila euro è ammessa una dichiarazione del legale rappresentante e oltre servono invece una perizia giurata o una dichiarazione di conformità. Il nuovo sistema prevede invece (comma 10) la possibilità del “fai da te” solo per i beni 4.0 di costo unitario di acquisizione non superiore a 150.000 euro, mentre per quelli di valore superiore servirà una perizia tecnica rilasciata da un ingegnere o da un perito industriale o un attestato di conformità rilasciato da un ente di certificazione accreditato.
A questo nuovo credito d’imposta si può aggiungere il credito d’imposta per i progetti green realizzati grazie all’ausilio delle tecnologie 4.0 già introdotto nel disegno di legge di bilancio.